Effetto Dad: i risultati delle prove Invalsi

 Effetto Dad: i risultati delle prove Invalsi

Le prove Invalsi sono test standardizzati che dovrebbero rilevare la preparazione degli studenti e dunque, indirettamente, l’adeguatezza del sistema scolastico a formare le nuove generazioni.

I risultati di quest’anno sono stati a dir poco scoraggianti.

In questo anno trascorso, in cui ho avuto il mio primo incarico da docente, avevo già avuto il sentore che potesse verificarsi questo disastro, molto prima che uscissero i risultati dei test Invalsi.

Nelle mie classi di scuola superiore, ho trovato ragazzi con carenze preesistenti, addirittura con grosse difficoltà a capire l’algebra di terza media… proprio così… Oppure quinte classi che non conoscevano l’analisi che si insegna in quarta. E via dicendo.

Tutta colpa della DAD e del COVID?

Corriamo allora tutti a vaccinarci per risolvere il problema? (Come insegnante, io l’ho fatto.)
Si fa presto a dirlo, ma ogni tanto, si levano anche voci discordanti.
Sul Fatto Quotidiano l’attenzione viene posta anche sulle famiglie assenti.
Non del tutto incolpevoli i genitori, pur già oberati di lavoro e impegni, cosa potrebbero fare se non rinunciare a uno stipendio per mettersi a studiare pure loro?

Si può anche puntare l’indice su una scuola il cui nerbo continua ad essere rappresentato dal precariato e dalle supplenze, cioè da personale non sempre adeguatamente preparato, che oltre ad insegnare deve prepararsi ad affrontare concorsi abilitanti con un livello di difficoltà assurdo e norme ogni anno diverse. Questo problema riguarda da vicino la gran parte degli insegnanti, me compreso, e sembra assegnare all’esperienza didattica un’importanza residuale rispetto al nozionismo largamente richiesto dai test.

Ci piaccia o meno, la didattica a distanza è ormai entrata a far parte del sistema scolastico. Attraverso di essa dovranno essere veicolate le solite nozioni, ma anche le competenze e le caratteristiche che si richiedono alla didattica oggigiorno (pensiamo all’inclusività nei confronti dei soggetti più deboli).

Per certi aspetti, l’apprendimento a distanza può anche potenziare la didattica. Per questo, in qualità di tutor, dedico molte ore alla auto-formazione, all’approfondimento di conoscenze e competenze trasversali (informatica e coding, inglese).

Se il sistema scolastico non dovesse giungere a premiare queste attitudini, allora il Covid non soltanto ci porterà a perdere una generazione di studenti, ma anche una di docenti.

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